La Commedia dell’Arte

Il fenomeno della Commedia dell’Arte

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Un vivo interesse per la C. dell'A. si manifesta anche in Russia già dal 1914, quando esce il saggio storico di K. Miklasevskij a essa dedicato (letto, tra l'altro, anche da Copeau, nella sua traduzione francese). In Russia l'attenzione è concentrata soprattutto sull'uso delle maschere che costituiscono le basi di un nuovo teatro: si ricordano i lavori di Evreinov, di Mejerchol'd ( La sciarpa di Colombina da Schnitzler e Don Giovanni di Molière, 1910) e, successivamente, di Tairov ( Il velo di Colombina , 1917) e di Vachtangov ( La principessa Turandot ).
In nessun campo artistico mancano dediche alla Commedia dell’Arte.
Cézanne dedica diversi suoi dipinti ai personaggi della Commedia, Mirò e Dalì dipingono Arlecchino e il Carnevale, Pablo Picasso usa le posture dei comici dell’arte per i suoi “esercizi”.
Pandolfi e Marotti, oltre a tanti altri , sono tra i più importanti studiosi del fenomeno, questo rimane oggi della Commedia dell’Arte. Il più grande movimento teatrale europeo, madre del professionismo è oggi poco più che materia di studio per pochi.
Dopo la grande riscoperta strehleriana ed il breve successo del TAG Teatro di Mestre, più nessuna compagnia, attore, regista e autore si è dedicato in modo continuativo alla Commedia dell’Arte.
Solo Teatrovivo, dedica da anni la propria attività alla tutela e diffusione della Commedia dell’Arte., come censito dell’Università la Sapienza di Roma.
Laboratori di formazione per professionisti e non, produzioni, turneè, conferenze e Festival come Limprovvisa, sono la manifestazione della nostra piena volontà sul salvaguardare il più grande patrimonio teatrale italiano.