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Teatrovivo
La mission dell’associazione e la principale volontà dei suoi fondatori è l’esigenza di tutela e diffusione della Commedia dell’Arte, forma di teatro che ha attraversato già cinque secoli di storia ma che, pur rimanendo sempre attuale grazie alla sua natura, rischia di essere soltanto ricordata nei testi scolastici a causa di una cultura teatrale che spesso trascura le sue radici.
La volontà di “rendere viva” questa forma d’arte, vanto della nostra cultura, si è concretizzata attraverso attività di formazione, attraverso la realizzazione e la circuitazione di nuove produzioni, che hanno visto anche la creazione di nuovi testi drammaturgici, attraverso convegni di studio e conferenze con la partecipazione di illustri esponenti e studiosi di Commedia dell’Arte, quali Roberto Tessari (Università di Torino), e infine ma non ultimo attraverso eventi e manifestazioni dedicati alla Commedia dell’Arte.
Primo atto costitutivo di una compagnia di Comici dell’Arte
Atto numero 3 di mercoledì 25 febbraio dell´anno 1545, a Padova, in contrada San Leonardo, nella mia casa notarile, nella camera terrena.
"Desiderando i sottoscritti compagni, Maffeo detto Zanin da Padova, Vincenzo da Venezia, Francesco de la lira, Geronimo da S. Luca, Giandomenico detto Rizo, Giovanni da Treviso, Tofano de Bastian, et Francesco Moschini, fare una fraternal Compagnia, che debba durare fino al primo giorno della prossima quaresima dell´anno 1546, e che dovrà iniziare nell´ottava giornata della prossima Pasqua (1545), hanno insieme concluso e deliberato, che tale Compagnia debba durare in amore fraterno fino al tempo suddetto senza odio, rancore e scioglimento alcuno, e di fare osservare fra di loro con ogni amorevolezza, come è il costume di buoni e fedeli compagni, tutti i capitoli sottoscritti, che promettono di osservare e di attendere senza alcuna discussione, sotto la pena e la perdita dei denari sottoscritti(...)
Similmente: affinché la detta Compagnia abbia a durare in ogni amorevolezza fino al tempo predetto, i compagni decidono, stabiliscono e deliberano in accordo, che si debba fare una cassetta, con tre chiavi sicure, una delle quali dovrà essere tenuta dal detto capo, l´altra da Francesco de la lira, l´altra da Vincenzo da Venezia, nella quale ogni giorno dovranno essere depositati i denari guadagnati; tale cassetta non dovrà mai essere aperta, né da quella dovrà essere tolto alcun denaro, senza espresso consentimento e volontà di tutta la Compagnia.
Similmente: dovrà essere comperato un cavallo a spese comuni della Compagnia, il quale dovrà portare le cose dei fratelli da un luogo all´altro.

